L’azienda di Carbonate si è affidata ad Arpe per lo sbarco in Piazza Affari nel giugno 2018.
LA PROVINCIA DI COMO

Gli strass per la moda vogliono brillare anche in Borsa.
Così una media impresa di Como – cento dipendenti, 20 milioni di ricavi – prevede una mossa importante, e senza paura:
la quotazione all’Aim di Milano.
Si tratta del gruppo Ramponi Stones and Strass di Carbonate.
Un’azienda che ha compiuto passi da gigante in questi anni: realtà affermata di accessoristica con stampo familiare, fu presa in mano quasi trent’anni fa da Alfredo che con la passione per la mineralogia e la gemmologia l’ha specializzata e fatta crescere nella produzione di pietre e cristalli sintetici nel campo degli accessori fashion.
Parlano chiaro i clienti:
Valentino, Chanel, Fendi, Vuitton, Prada, Gucci, Armani, Stella McCartney e altri ancora.
Collabora anche con Swarovski Ora la decisione, confermata dall’amministratore delegato e spiegata dall’avvocato Alice Bova, che si occupa degli affari legali: «Questa è una tappa che affrontiamo con entusiasmo.
Una svolta per la nostra azienda che è cresciuta tanto e ha bisogno di una governance in questa direzione, anche per i nuovi mercati»
Advisor dell’operazione – spiega ancora il legale – sarà Fabio Arpe, con la sua mercant bank dedicata alle Pmi, Arpe Group. Si tratta di una piattaforma
di gruppo che offre prodotti e servizi alle grandi società come le banche, ma anche in modo accessibile alle piccole e medie imprese.
Il commento sull’evoluzione della quotazione arriva da Tokyo, dove l’impresa comasca si trova in questi giorni per partecipare a una prestigiosa fiera.
La crescita in effetti è stata fortissima in questi ultimi anni, e anche visibile. Nel 2013 la Ramponi Stones and Strass ha realizzato un nuovo reparto applicazioni, di 400 metri quadrati.
L’anno successivo, avanti con due nuove aree di business con la lavorazione laser e un’ulteriore area produttiva: in tutto la superficie dedicata proprio alla produzione diventa di 2.800 metri quadrati.
I nuovi progetti Due anni fa, si tracciano nuovi progetti di sviluppo che permettono di espandere la quota di mercato. Con un nuovo acquisto lo scorso anno, un capannone
di 1.400 metri quadrati e la velocizzazione dei tempi di commessa, visto che ora si può contare su sei linee di produzione robotizzata. Intanto oltre ai mercati italiani,
spagnoli e francesi ecco che si guarda fuori, partecipando appunto anche a eventi come la Tokyo Leather Fair.
Lo scorso marzo era all’evento di Intesa Sanpaolo a Torino dedicato alle eccellenze italiane, Sharing Italy.
Qui si investe tra i 5% e il 10% di fatturato in ricerca.
Cosa mancava Eppure mancava qualcosa: che sta prendendo corpo adesso.
Perché – ribadisce Alice Boca – l’intenzione è di fare lo sbarco nell’Aim a Milano verso giugno 2018. Ciò aiuterà anche nell’internazionalizzazione, discorso
prezioso e pure delicato, perché oggi ad esempio la Ramponi deve combattere contro la concorrenza sleale. Troppo spesso prodotti come questi vengono copiati, o almeno ci si prova, nonostante i brevetti:
che peraltro consentono azioni legali se hanno validità fuori dal territorio nazionale.
Ecco allora la decisione di puntare dritto su Piazza Affari, grazie a Fabio Arpe: «Per noi – spiega ancora l’avvocato Bova – è stato importante lavorare con lui, un onore. Abbiamo trovato una persona serissima, con collaboratori che stimiamo molto, come Silvia Fellinger.
Per fare questa operazione, ci serviva un partner istituzionale ».
La mossa appunto viene affrontata senza paura: «Alfredo è un imprenditore illuminato ed è sempre stato un pioniere ».

CARBONATE
(MARILENA LUALDI)